Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
Il futuro dello stadio di San Siro torna al centro del dibattito politico milanese, con Beppe Sala che risponde alle osservazioni di Mario Calabresi sulla demolizione del Meazza e sul progetto del nuovo impianto. A margine della cerimonia di iscrizione dei nuovi benemeriti al Famedio, il sindaco ha contestato la posizione del giornalista, che nei giorni scorsi aveva invitato a valutare la possibilità di ...
Il futuro dello stadio di San Siro torna al centro del dibattito politico milanese, con Beppe Sala che risponde alle osservazioni di Mario Calabresi sulla demolizione del Meazza e sul progetto del nuovo impianto. A margine della cerimonia di iscrizione dei nuovi benemeriti al Famedio, il sindaco ha contestato la posizione del giornalista, che nei giorni scorsi aveva invitato a valutare la possibilità di conservare il vecchio stadio, sottolineando la necessità di tutelare i residenti e garantire benefici concreti al quartiere.
La replica di Sala parte da una considerazione politica: il progetto di trasformazione dell’area di San Siro non è una decisione presa esclusivamente dal sindaco e dalla vicesindaca Anna Scavuzzo, ma è stato approvato dal Consiglio comunale. «C’è un punto politico e di merito.
Il progetto San Siro, che non è solo il nuovo stadio, ma cosa farne del vecchio, gli spazi e il verde, non è una decisione di Sala e Scavuzzo, è una decisione del Consiglio comunale», ha precisato il primo cittadino. Da qui la critica a Calabresi, che ha dato la propria disponibilità a correre per Palazzo Marino in vista delle elezioni comunali del 2027.
«Politicamente trovo un po’ bizzarro che Calabresi, che dovrà farsi appoggiare dalla parte politica, metta dei dubbi su una decisione approvata recentemente», ha poi aggiunto Sala.
Demolita la biglietteria sud dello stadio Giuseppe Meazza di Milano, in zona San Siro
Il sindaco ha poi affrontato la questione urbanistica, difendendo l’impostazione scelta per la riqualificazione dell’area. Al centro del ragionamento c’è il tema della rigenerazione urbana e della necessità di limitare i volumi delle nuove costruzioni, anche attraverso la trasformazione degli spazi al momento occupati dal Meazza.
«Qui si parla in continuazione di questo mitico tema della rigenerazione. Vuol dire che se devi costruire qualcosa cerchi di non aumentare il volume costruito.
Se San Siro rimanesse su quello che è, coi diritti volumetrici le squadre dove dovrebbero costruire? Dove metteremmo il verde?»
Il primo cittadino ha quindi invitato chi mette in discussione il progetto a indicare una soluzione alternativa concreta: «La critica è legittimissima, però nel momento in cui si mette in discussione una decisione presa bisogna spiegare cosa si vuol fare, e se non si spiega si fa solo confusione. E non abbiamo bisogno di confusione».
San Siro, il nuovo stadio e la finale degli Europei 2032
Sala non si è invece sbilanciato sul giudizio estetico del nuovo impianto progettato dagli studi Foster e Manica, che sarà denominato Generali Stadium. Ha però ribadito l’importanza di procedere con il progetto per consentire a Milano di rispettare le scadenze legate agli Europei del 2032.
Il sindaco ha anche rilanciato una prospettiva ambiziosa per la città: «E se ci fosse il nuovo stadio pronto si potrebbe anche ambire alla finale».
Infine, una battuta sul nome commerciale del futuro impianto, legato all’accordo di sponsorizzazione con Generali. «Gli stadi delle squadre nel mondo sono tutti sponsorizzati», ha concluso Sala, spiegando che la presenza del marchio è legata anche alla visibilità che lo sponsor intende ottenere attraverso l’operazione.
La presa di posizione del sindaco arriva dopo l’intervento di Calabresi, che aveva indicato tre priorità per il futuro di San Siro: tutela della salute e della vivibilità dei residenti, riqualificazione del quartiere e accessibilità del nuovo stadio, con biglietti a prezzi sostenibili per famiglie e cittadini milanesi.
A.Hauser--NWT