Scala, Sierra protagonista di una Traviata da cento bis
Applausi alla produzione con la regia di Cavani e sul podio Michele Gamba
Nadine Sierra è protagonista, nel bene e nel male (molto bene, poco male) della Traviata tornata alla Scala nell'allestimento di Liliana Cavani che il 2 ottobre taglierà il traguardo della centesima rappresentazione con scene e costumi dei premi Oscar Dante Ferretti e Gabriella Pescucci. Il soprano americano (tre quarti portoricana e un quarto, per parte di nonno, napoletana) è protagonista assoluta sul palco e recita, oltre che cantare, l'amore, la passione, il dolore e la morte di Violetta (e questo è il bene), prendendosi anche qualche libertà sulle cadenze (meno bene), soprattutto sugli acuti. Il pubblico apprezza e la applaude a scena aperta e anche alla fine quando gli applausi sono particolarmente calorosi pure per l'emozionante Giorgio Germont portato in scena dal baritono Boris Pinkhasovich. Meno convincente nella parte dell'amato Alfredo Piero Pretti, ma comunque applaudito. Questa è appunto una ennesima ripresa dell'opera di Verdi che alla Scala sabato prossimo festeggerà la 300ma rappresentazione dal debutto milanese nel 1859. Ma Michele Gamba sul podio non si è limitato a portare a casa una semplice ripresa ma ha messo le sue idee e una direzione attenta e non scontata. Per seguire Traviata bisogna seguire "il walzer, architrave dell'opera" aveva spiegato alla conferenza stampa di presentazione: inizia col walzer festoso del brindisi, culmina con quello dolorosamente struggente di Parigi Oh cara ma tutta l'opera "è intrisa di morte fin dall'ouverture, non possiamo ignorarlo".
G.Winkler--NWT
